Credo che più che il gesto del donare sia prezioso il condividere e dunque ho pensato di condividere il mio modo di essere, di sentirmi, il mio weltanschauung.
Le parole non le ho scritte io ma le sento molto mie, profondamente. Così come profondamente mi identifico in questo splendido monologo senza tempo…
“Cyrano de Bergerac” di Edmond Rostand
ATTO II, SCENA OTTAVA
“E che dovrei fare?
Scovarmi un produttore, cascar sotto padrone…
e come triste edera che all’albero tutore s’avvinghia, leccandogli la scorza
salir da furbo e non invece a forza?
No, grazie
Sproloquiar versi ai faccendieri,
cimentarmi in giullarate alla corte di qualche ministro
bramoso della smorfia d’un sorriso che non sia sinistro?
No, grazie
Smaltir giù rospi all’infinito,
logorarmi stomaco e ginocchia
per genuflettermi alla loro spocchia?
No, grazie
Blandir la capra con una mano, annaffiare il cavolo con l’altra,
tener sempre la penna pronta a incensare il potente di turno,
languire di girone in girone,
trasformarmi in dispensiere da salotto
che declama madrigali al cospetto di codesti commensali?
No, grazie
Farmi pubblicare a pagamento
dagli editor rampanti del momento,
affannarmi a diventar famoso con un sonetto sontuoso ma spento
mentre potrei scriverne altri cento?
Trovar sublime un dozzinale
delle critiche sui giornali spalmarmi cuore e cervello,
nella speranza di scorgere il mio nome spuntar da qualche occhiello?
No, grazie
Vivere di calcoli
arrovellarmi in suppliche e raccomandazioni,
preferire alla poesia plagi e umiliazioni?
No, grazie, grazie no!
Grazie, no.
Grazie, grazie, no!
Ma piuttosto cantare, ridere, sognare
essere libero, indipendente,
guardar dritto in faccia la gente
parlare come mi pare
mettere se ne ho voglia il cappello di traverso
battermi per un si, per un no
fare un verso;
lavorar senza crucciarmi di gloria o fortuna
alla cronaca d’un viaggio cui penso da tempo
…magari nella luna!
Non scrivere mai nulla, mai
che non sia nato dentro di me!
Saziarmi solo dei fiori, dei frutti, delle foglie
che ho colto nel mio giardino con queste mani.
Se arriva anche il successo poi,
ebbene fatti suoi!
Ma mai diventare un qualunque,
come tu mi vuoi!
E disprezzando l’edera salire
senza essere ne quercia, ne tiglio
salire, salire forse anche di poco
ma farcela da solo!”
E tu che sei arrivato fin qui vuoi condividere un po’ di te?
Auguri (laici) a tutti per un nuovo anno ricco di… condivisione! |